La Storia - Viola delle Lame

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La Storia

                    

"... il Bolognese è quanto di più regale
                            potesse offrirsi ad un Imperatore"


Con queste parole Filippo II, re di Spagna dal 1556 al 1598,
ringraziò il Duca d'Este che gli aveva fatto dono di due Bolognesi.
La storia di questo piccolo e docile cane è davvero il caso
di dire che si perde nella notte dei tempi.
Appartenente al gruppo dei Bichon, come il Maltese e il
Bichon à poil frisé, le origini del Bolognese sono da
ricercare nella città italiana che presta il nome alla razza ( Bologna).

La loro dignità doveva però elevarsi al punto che già nell'Impero Romano e poi in modo definitivo nel Rinascimento, venissero scambiati in dono tra i nobili.
Il "cane delle dame", come sono stati battezzati gli esemplari delle tre razze Bichon, ha girato le corti d'Europa tra le braccia dei potenti. Nel suo intento di  scaldare e deliziare dame e cavalieri il nostro cane, con quel suo sguardo nobile e disinteressato, si è lasciato ritrarre da pittori come Tiziano e Goya.
In questo modo il Bolognese ha raggiunto la lontana Russia dove, sul finire del '700, ha trovato l'affetto di Caterina II la Grande.
Con il declino dell'Aristocrazia, questo suo stretto legame con essa ha rischiato però di segnarne l'estinzione.
Nel '900 alcuni allevatori Italiani hanno intuito il pericolo di estinzione della razza e hanno fatto nella ricostruzione una  passione e una missione di salvezza di questa adorabile razza.
Ad oggi l'ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) dichiara: "la popolazione si mantiene ancora molto contenuta e, non potendo tra l'altro contare su un apporto estraneo di sangue in quanto il Bolognese allevato all'estero, resta un cane dalle radice di nascita Italiana".

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